In memoria di Corrado Böhm (1923-2017)

Böhm
Lunedì, 23 Ottobre, 2017

È scomparso Corrado Böhm, professore emerito della Sapienza Università di Roma e fondatore del nostro Dipartimento.

Nato nel 1923, Corrado Böhm è stato uno dei padri dell'informatica teorica italiana. Durante i suoi studi di dottorato con Paul Bernays all'ETH di Zurigo, scrisse il primo compilatore in grado di capire il linguaggio in cui era scritto, quindi capace di compilare se stesso. Negli anni '60 insieme a Giuseppe Iacopini studiò la possibilità di eliminare l'istruzione 'goto' dai linguaggi di programmazione, dando vita a quella che fu poi chiamata "programmazione strutturata".

La più grande passione scientifica di Corrado Böhm fu però il lambda calcolo e la logica combinatoria. Questi sono modelli di calcolo che Corrado apprezzò non solo per la loro capacità di fornire una visione paradigmatica della programmazione, ma anche per il loro interesse matematico e per la loro intrinseca bellezza ed eleganza. Nel 1968 Corrado dimostrò un risultato fondamentale sulla possibilità di distinguere oggetti del lambda calcolo tramite oggetti del calcolo stesso, che va sotto il nome di "teorema di Böhm". Teorema che ebbe ricadute fondamentali nello studio della semantica del linguaggio.

Corrado Böhm è stato co-fondatore dei Dipartimenti di Informatica di Torino e Roma. Egli ha formato diverse generazioni di ricercatori, molti dei quali sono docenti in diverse università italiane e straniere. Non potendo menzionarli tutti, non ne menzioneremo nessuno. Ciascuno di essi conserva il ricordo della piacevolezza della interazione con Corrado che oltre a essere un talentuoso ricercatore è stato un meraviglioso insegnante. I suoi studenti ricordano il suo metodo "socratico", le esercitazioni che partivano da problemi apparentemente fuori portata ma che si risolvevano nella comprensione, opportunamente guidata, del metodo necessario per arrivare alla soluzione che improvvisamente lo stesso studente era in grado di fare sua.

È stato un onore e insieme un piacere avere Corrado Böhm fra i membri del nostro Dipartimento. Ricorderemo per sempre il suo talento, il suo amore per la ricerca e la sua naturale eleganza.

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Messaggi


  • Laura Caponetti

    Esprimo le mie condoglianze alla moglie ed ai figli di Corrado Bohm


  • Antonino Salibra

    Mi dispiace tantissimo della scomparsa di Corrado. Non ho parole, ma solo un sentimento di smarrimento. In questi anni, ogni tanto pensavo che prima o poi sarebbe arrivata questa terribile notizia. Non sono stato suo allievo, ma Corrado era puro. Incarnava il mio ideale di scienziato.


  • Aldo de Luca

    Ho conosciuto Corrado nel 1964 al Convegno di Ravello di Teoria degli Automi. Si instaurò tra noi una profonda amicizia che continuò negli anni a venire. Nel 1985 Corrado mi volle all'Università La Sapienza di Roma su una cattedra di Informatica Teorica che ho ricoperto fino al 2003. Fu per me un grande onore entrare nel suo gruppo di ricerca presso il Dipartimento di Matematica. Venni in contatto con colleghi di alto valore scientifico ed in particolare con Giuseppe Jacopini coautore con Corrado di risultati di fondamentale importanza in Informatica. Oltre al suo grande valore scientifico ho sempre apprezzato in Corrado le sue doti umane ed in particolare la sua semplicità e pacatezza. Egli era un uomo amabile che metteva l'interlocutore a suo agio. L'ultima volta che lo ho incontrato è stato al Dipartimento G. Castelnuovo. Egli all'età di oltre 90 anni era venuto ad ascoltare un mio intervento ad un Convegno. La dipartita di Corrado è quella di un grande maestro al quale va la riconoscenza di noi tutti. E' per me incomprensibile come l'Accademia Nazionale dei Lincei non abbia cooptato Corrado (così come nessun altro Informatico) tra i suoi membri. Aldo de Luca Professore emerito di Informatica Università di Napoli Federico II


  • Alessandro Berarducci

    Le occasioni tristi possono anche essere occasioni belle per riprendere conversazioni e riallacciare fili. Ho già avuto modo di scrivere qualche parola su Corrado e sul suo metodo di insegnamento in http://www.corradobohm.it/Corrado_Bohm/Home.html. Vorrei qui aggiungere qualche parola indirizzata non al mondo scientifico e accademico, ma soprattutto alla famiglia, alla moglie Eva e ai figli Ariela, Emanuele e Michele, per esprimere la mia profonda vicinanza e gratitudine per avermi accolto, in una fase importante del mio percorso, nella bottega di famiglia. Tale infatti mi appariva l'appartamento di Corrado quando ebbi la fortuna di frequentarlo. Una bottega artigianale dove poter svolgere il proprio apprendistato. Una bottega che per funzionare aveva bisogno, accanto alla figura del maestro, di presenze discrete e gentili, ciascuna indaffarata nelle proprie occupazioni, ma tutte insieme impegnate a creare un ambiente libero accogliente e collaborativo, dove ciascuno potesse avere l'agio e la serenità di esprimere la propria creatività.


  • Jean-Jacques Levy

    Corrado was always very kind with me. In 1974, he invited me for a couple of weeks in Roma, although I was brand new in theoretical computer science. I was impressed by his professoral way of speaking. It was very hard for me to understand him. But I well remember Dana Scott saying in 1973 that the only interesting theorem of lambda-calculus was proved by Bohm. Surely it was the first of many others later named as ‘Full abstraction semantics’ theorems (there was a trick in it with the use of a magico combinatore). He also had that Cuch paper that I read several times, trying to dig out the difference with Landin’s SECD machine. The Cuch machine was proudly implemented on Corrado's personal pocket calculator. Another story was that talk at CNAM in LICS 1994 in Paris where there was panic since Corrado loose one slide. Long interrupt with the CNAM aids trying to find out that slide… finally the slide was already on the projector but hidden by a cover. More seriously, Corrado Bohm was Head of an impressive italian club (the 3 bohm'ettes :-) Dezani, Ronchi, Veneri + Micali) that I all met at La Châtre in 1978. They all became renowned professors. He passed away. Very sad. My sincere condolences to his family.


  • Ugo de'Liguoro

    Sono per me indimenticabili la sua curiosità instancabile e la capacità di ascolto circa dubbi e tentativi di chi come me si avvicinava alla ricerca per la prima volta. Ricordo con affetto la sua apertura e disponibilità continue ed il fatto curioso che possedesse un piccolo computer tascabile, su cui funzionva un'implementazione della CUCH machine, incarnazione dell'idea che lambda-calcolo e logica combinatoria siano un modello di calcolo pratico, e non solo teorico.


  • Dino Mandrioli

    Ho molto meno titolo di tanti altri per ricordare e celebrare i meriti e i risultati non solo scientifici di Corrado: in giro per il mondo ci sono decine di suoi allievi che hanno arricchito l'informatica teorica di preziose nuove perle grazie alla sua illuminazione; ma sia concesso anche a me ricordare gli anni in cui ho interagito con lui grazie alla comune partecipazione al Progetto C-net: anni felici in cui non avevo ancora dovuto subire tante amare disillusioni sulla vita universitaria. Ricordo quando egli mi onorava di domande e curiosità cui io per lo più mi sentivo inadeguato ma estremamente lusingato. Con Corrado se ne va un'altro pezzo di un'accademia per la quale vedo un futuro estremamente triste.


  • Andrea

    Caro Corrado, un grazie particolare per i tuoi insegnamenti, che si sono dimostrati utili al di là della carriera scientifica, e della passione nel seguire i tuoi studenti. Sei stato per me un esempio ed uno stimolo ad appassiornarmi alle teorie matematiche fondamento dell'informatica. Serberò con me sempre il ricordo delle provocazioni e del supporto benevolo che mi hai dato durante l'esame e la stesura della tesi.


  • Nicoletta Sabadini

    Un grande uomo, un grandissimo scienziato e un professore d'altri tempi. Ricordo con ammirazione il suo entusiasmo ancora giovanile per la ricerca, la sua profondità e la sua curiosità intellettuale. Pioniere dell'Informatica, resterà indimenticabile per chi l'ha conosciuto.


  • Renzo Sprugnoli

    Conobbi Corrado nel 1965 quando Caracciolo gli dette da leggere la bozza della mia tesi di laurea che verteva sul lambda-calcolo come il CUCH. Lui la lesse e l'approvò. Da allora quella tesi ci ha legati e, ogni volta che ci incontravamo, anche a distanza di anni, per prima cosa mi diceva che ricordava benissimo quel mio lavoro.


  • eliana minicozzi

    ricordo sempre esattamente quando a Napoli nel 1972 mi offri di andare a Torino dove sono rimasta per 5 meravigliosi anni grazie professore


  • Alberto Pettorossi

    Caro Professor Corrado, grazie per la tua testimonianza di ricercatore e docente. Ti ricordo sempre generoso e cordiale, entusiasta e ottimista. Avevi la capacità di rileggere le idee vecchie in una prospettiva nuova e di esplorare le idee nuove nella prospettiva dei possibili sviluppi futuri. Mi tornano alla mente le due o tre volte che mi hai contattato per cercare la soluzione di alcuni problemi, ma non riuscito ad aiutarti. Scusami. Da cristiano ti auguro la pace nel regno della Luce che non tramonta. Ciao. Alberto Pettorossi


  • Pierpaolo Degano

    E` stato un grandissimo piacere e un enorme privilegio aver potuto dicutere con Corrado di moltissime cose, tra cui i problemi che cercavo di capire e che, quando lo interessavano, conosceva molto meglio di me. Al dolore di non poterlo piu' fare si aggiunge il rammarico di non averlo fatto abbastanza.


  • Enrico Franconi

    Corrado Böhm per primo mi ha fatto amare gli eleganti meandri dell'informatica teorica - io studente di fisica che ha voluto seguire qualche corso a matematica. Ha molto influenzato le mie scelte future...


  • Giorgio Levi

    Davvero un uomo ed un ricercatore eccezionale non solo per l'Italia. Lo ricordo con grande affetto, curioso e disponibile, quasi come uno studente di Dottorato, sulla soglia degli 80 anni. Nessun altro come lui ha lasciato un segno indelebile sull'informatica italiana. Gli andrebbe dedicato qualcosa di veramente importante.


  • Luis Caires

    Obrigado caro Professor, o meu trabalho de estudante de licenciatura sobre o teorema de Bohm Jacopini marcou em grande parte o meu percurso de vida. Um adeus a alguém que nunca conheci em pessoa, mas que semote me intrigou pelo pioneirisno brilhante..


  • Federico Minelle

    Sono stato suo allievo ad inizio anni ’70, orientandomi entusiasticamente all’Informatica (quando assistente era Iacopini), e ho avuto l’onore di essere suo “collega” in questi ultimi 20 anni nel Dipartimento. Vorrei testimoniare la gratitudine e l’ammirazione di uno dei tanti che hanno da lui tratto insegnamenti per una vita ..


  • Framco Barbanera

    Quando, ricordando un grande scienziato, una delle prime cose che ti tornano alla mente e' il suo sorriso, vuol dire che nella tua vita hai avuto la fortuna di incontrare un grande uomo. Viva Corrado!


  • Mariangiola Dezani

    My gratitude for Corrado is infinite: he shared with me his passion for research and this filled my life.


  • Bruno Buchberger

    Corrado Böhm era uno dei fondatori della informatica teorica. Personalmente, per me, i suoi pubblicazioni erano una grande inspirazione nello stato iniziale della mia vita scientifica. Sono profondamente grato per questo e preservo la memoria con grande ammirazione, Bruno Buchberger (RISC, Austria)


  • Vladimiro Sassone

    Without any doubts a giant of our discipline, up there with the world's best. It is sad to say goodbye, but Corrado leaves behind the legacy of not just his results, but of two enormously successful departments and myriads of computer engineers and scientists he formed along the years. Let's rejoice for what stays rather than just mourn what is gone.


  • Emilio Tuosto

    Our discipline has lost one of its greatest giants.


  • Roberto Giacobazzi

    Lo ricordo con grandissimo affetto, in particolare quando a Roma, durante POPL2013, gli fu dedicata una sessione in occasione del suo 90esimo compleanno.


  • Giorgio De Michelis

    Ho incontrato Corrado Böhm, appena finiti i miei studi universitari. Lui è stato prodigo di consigli e incoraggiamenti e mi ha fatto intravedere le correlazioni che esistevano tra programmazione e informatica teorica, segnando così la prospettiva che avrebbe caratterizzato la mia ricerca. Ho avuto poi alcune occasioni di rivederlo a convegni e al mio Dipartimento e, quindi, i nostri rapporti si sono diradati, ma quello con lui è rimasto per me un incontro decisivo. La sua morte lascia un vuoto, che non so se sapremo colmare, e che impoverirà i giovani ricercatori che non potranno avere occasione di avvicinarsi al suo magistero.


  • Patrizia Mentrasti

    Con Corrado Boehm se ne va un pezzo della mia vita, un pezzo importante che mi ha arricchito per molti anni. Per questo vorrei ricordare piccoli ritagli della vita universitaria, quotidiana, nel dipartimento di Matematica “G. Castelnuovo”. Per esempio, sotto, nella sala macchine dove giovane borsista mi trovavo a sperimentare insieme agli studenti (studenti, professori, esercitatori, tutti insieme) questi piccoli calcolatori microprogrammabili, ad esempio sulla congettura di Ulam: ahh la congettura di Ulam!

    O quando ci incontrava noi allievi di Wolf Gross (un uomo geniale che ha però scelto di scomparire, di lasciare la minore traccia possibile) e cercava di portarci a conferenze, riunioni, aveva sempre qualcosa di eccitante da fare, senza riuscire a trascinare Gross. E poi quando chiosava le nostre conversazioni sui massimi sistemi: “Quanta intelligenza sprecata”. Chissà, forse aveva ragione.

    O come riusciva a passare un intero pranzo sempre parlando di combinatori e lambda-calcolo, instancabile, con quella luce entusiasta negli occhi. Se poi c’era Henke Barendreght, l’argomento era assicurato.

    O quella volta al collegio docenti del Dottorato che passò tutto il tempo a cercare di risistemarsi gli occhiali: quanto gli ho voluto bene quella volta, giovane pirotecnico vecchio professore. Voglio ricordarlo così, mentre si aggiusta gli occhiali e non dice niente, perché niente c’è da dire. Un affettuoso abbraccio, professore. Quello che ci ha unito è ancora tra noi.


  • Marco Faella

    Nel 1998 ho avuto il piacere di seguire il corso "Aspetti Inoffensivi dell'Autoapplicazione", tenuto da Corrado Bohm presso la Scuola Estiva di Logica di Cesena. Da studente non ancora laureato probabilmente ne capii poco, ma rimasi affascinato dal suo stile, rigoroso e accattivante, fin dal sorprendente titolo dato al corso, e anche questo ha contribuito alla mia scelta per l'informatica teorica.


  • Maurizio Martelli

    Corrado era una persona speciale di un mondo che ormai è sparito. Un gentiluomo sempre entusiasta come un giovane ricercatore con tantissime curiosità. Mi aveva colpito tanti anni fa durante il progetto C-Net e poi con il passare del tempo sempre affettuoso nei (purtroppo) radi incontri.


  • Fabrizio Luccio

    È bello ricordare Corrado Bohm e leggere quanto hanno scritto su di lui gli altri colleghi. Io avrei usato esattamente le parole di Nicoletta Sabadini, ma ora aggiungo qualche ricordo preso qua e là. Il suo immediato interesse per qualunque cosa interessante (la tautologia è sua); le nostre divagazioni su problemi impossibili; le sfide a chi scriveva un programmino deciso al momento con il minor numero di istruzioni (assembler, naturalmente: vinceva sempre lui, forse non tutti sanno che era un programmatore formidabile). E sorrido ricordando come sorrideva lui. Nella bella foto qui sopra sembra serio ma guardatelo bene: ha capito il problema e sta per sorridere.


  • Erwin Engeler

    "I'm very sad to have lost a good old friend. Our mathematical beginnings overlapped at the ETH in Zurich: Corrado was an assistant of Prof.E.Stiefel in applied mathematics in the late 1940s. As such he was sent to Bavaria to inspect the hidden Zuse Z4 computer in view of its operability. With him was Ambros Speiser, who went on to found the Zurich IBM Research Laboratory (which in his time produced four Nobel prizes).The machine was then smuggled into Switzerland and became the first programmable scientific computer on the continent.
    We must have met in Bernays' logic seminar (he is Doktorvater to both of us) and around the Zuse computer (on which I tried, unsuccessfully because of its severe limitations, to implement a decision procedure for sentential logic). We diverged somewhat, I went into model theory and universal algebra in the USA, while he stayed with computers and had a successful career in Italy.
    Corrado is better known, of course, for his pioneering work in theoretical computer science. He saw clearly the use of formal methods in the theory of programming, and in particular the paradigm constituted by Lambda Calculus. On this topic, I connected again with Boehm, when I developed a universal-algebra orientation (book:""The Combinatory Programme"") with my ETH students, while Corrado founded a successful Italian school, oriented more on deductive systems."


  • Settimo Termini (Università di Palermo)

    "Ho incontrato poche volte Corrado Bohm, di questi incontri vorrei ricordare il primo e l’ultimo. Due istantanee. Capri, estate 1975. Seduti a un tavolo di uno dei bar della piazzetta. E’ sera, il momento in cui, dopo la partenza dei turisti di un giorno, l’isola riacquistava la sua dimensione primigenia. Al tavolo due giganti dell’informatica, assieme a Corrado c’è Marco Schutzenberger, brillante, istrionico, spumeggiante; da un punto di vista spettacolare la partita sembra avere già un vincitore, ma non è così. Con stile ironico, sommesso, (forse strumentalmente) timido, Corrado tiene la scena alla pari. Una tenzone intellettuale da ricordare per sempre. Una delle perle del convegno “New Concepts and Technologies in Parallel Information Processing” organizzato da Eduardo Caianiello. Roma, CNR, Aula congressi. 25 marzo 2003. All’attacco sferrato da Letizia Brichetto Moratti alla scienza e alla ricerca (che poi in tanti avrebbero seguito), la comunità scientifica aveva risposto con il Convegno “Un passato da salvare: la ricerca di base in Italia nel ‘900”. Avevo faticato un po’ a convincerlo a parlare dell’informatica in quella sede. Dopo poco ho realizzato che le sue resistenze erano finte. Era stato subito contento di partecipare e disponibile a “darsi”, ma voleva che parlassi anch’io. Infine, vorrei ricordare il suo piccolo scritto divulgativo “Metafore matematiche in Informatica” che nel 1998 è apparso su “Lettera Matematica Pristem”; così “piccolo” che nel volume “Storie e protagonisti della matematica italiana”, commemorativo dei 20 anni della rivista, abbiamo deciso che fosse l’articolo giusto per ricordare le attività di quell’anno.
    Sempre presente e sempre disponibile in momenti cruciali e sempre in modo discreto e tenace nello stesso tempo. Dovremmo ricordare, oltre i suoi risultati scientifici, anche queste sue ""piccole"" virtù nel tentare di (ri)costruire un futuro per la ricerca italiana a partire da quel “passato da salvare” del convegno del 2003 e che, continuando la sua opera, i successori della Brichetto Moratti hanno ridotto in macerie."


  • Giorgio Ausiello

    Ho conosciuto Corrado nel 1963 quando da studente di fisica ho seguito il suo corso di 'Tecnica della programmazione' all'Istituto Castelnuovo. Quell'incontro ha cambiato la mia vita. Ricordo ancora con emozione le lezioni nelle quali Corrado ci faceva sentire il fascino dei meccanismi del calcolo e ci faceva comprendere l'interconnessione tra il modello di calcolo (macchine a stati, regole di riscrittura, valutazione di espressioni), il linguaggio di programmazione (la descrizione linearizzata di una macchina di Turing, un algoritmo di Markov o una lambda-espressione) e l'evoluzione della computazione, temi che hanno costituito l'essenza stessa della sua ricerca. Per tutti noi che abbiamo avuto l'onore di essere suoi allievi e per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo nel loro percorso accademico è stato un grandissimo maestro, ricercatore insaziabile, capace di insegnare con semplicità ma in modo avvincente gli aspetti più profondi dell'informatica, sempre curioso, un ricercatore insaziabile e ricco di umanità. La sua morte lascia un vuoto incolmabile.


  • Simona Ronchi Della Rocca

    Corrado mi ha insegnato la curiosità scientifica e il piacere della ricerca. Gliene sarò sempre riconoscente.


  • Marilena De Marsico

    Ho un ricordo particolare di Corrado Böhm, che era nella commissione di concorso quando sono arrivata come funzionario tecnico alla Sapienza un bel pò di anni fa. Mi colpì subito per quelle che poi, conoscendolo meglio, ho imparato essere le sue caratteristiche: la gentilezza, la curiosità per tutto ciò che era "nuovo" (all'epoca era il sistema UNIX!), e la capacità di mettere a proprio agio le persone con cui interagiva. Lo abbiamo visto tra noi fino a non molto tempo fa ... e ora quella figura di una età da sempre indefinibile, ma sempre "brillante" (nel senso che pareva emanare una particolare luce verso gli altri) ci mancherà.


  • Maurizio Lenzerini

    Caro Corrado, ricordo il mio primo incontro con te, quando per me eri il mostro sacro del teorema Bohm-Iacopini. Ricordo il tuo aspetto elegante, come le forme che assumevano i tuoi ragionamenti quando si discuteva di logica e informatica. Sempre curioso e mai arrogante, mi sei subito sembrato il prototipo del vero ricercatore, sensazione che ancora mi accompagna nello scrivere queste brevi note.


  • Henk Barendregt

    "[Posted on Facebook 24.10.2017.]

    Yesterday the charming, magical and beloved Corrado Böhm passed away.

    Memories came back of how I didn't meet him. In 1969 Dana Scott mentioned him in an unpublished note (something like): ""... as was proved by C. Böhm [1968], *I hope*."" The statement on lambda-terms was very interesting and I tried to find the paper. It wasn't in the mathematical library at Utrecht University and one had to go to Amsterdam to find it. [Internet did start in 1969, but had only 4 (four!) nodes and no exchange yet of information.] The paper was in Italian, but also of a high complexity so that Scott's comment was rightly justified. In 1970 in the summer holidays I decided to drive to Rome to visit Corrado Böhm at the Istituto per le Applicazioni del Calcolo (IAC). He wasn't there, but after I told them my purpose, to consult him for a difficult proof he had published at IAC, they gave me his address. The street was hard to find, even on the most detailed map of Rome that was sold. At a police office they told me it was a private street, something not known in the Netherlands. Finally I found, with help of the officer, the street and his living place. Böhm wasn't home: no wonder it was summer holidays! But the concierge knew that he spent his holidays in the Dolomites and was kind enough to call him and passed me the line with a friendly Corrado. After Corrado understood that like him I loved lambda terms he gave me the phone number of a colleague of his: Wolf Gross, who was in Rome. Meeting with Gross he took me to the fancy Cafe Greco near the Spanish Steps. Over a cappuccino Gross stated an open problem on lambda terms that I addressed in my thesis a year later.

    Some memories of how I did meet Corrado Böhm. This was during the fall of 1971 being postdoc at Stanford University. Böhm was there visiting Donald Knuth. After that visit Böhm and I met. Then I invited him together with Georg Kreisel for dinner. Kreisel was pleased to hear that Corrado Böhm had done his thesis at the ETH (Zürich) with Bernays. ""When was that,"" GK asked. ""O, that was a long time ago,"" said CB. ""Yes, I know,"" said GK, ""we are old."" (Actually it was in 1951, but Böhm didn't say so, only 20 years before.) The next day I was invited to a party in Berkeley, that I didn't want to miss. Still wanting to discuss with Böhm his theorem in order to understand the proof, I decided to bring Böhm to the party. Driving to Berkeley he explained details of the proof, but I understood only some of them. Back in Europe, in 1973 I was invited by Böhm, who then occupied a Chair in Computer Science at Torino University, and by Gianfranco Prini at Pisa university, for a lecture tour in Italy at eight different universities. Technical detail: for this I had a 'biglietto chilometrico' valid for 3000 km. The last university to visit was Torino. There he introduced me to Mariangiola Dezani and her husband Giuseppe Ciancaglini. After the lecture Böhm invited me and his assistants for dinner. Five of the six assistants were women (for this reason he had the nickname 'Il miracolo'). After that visit I would regularly go to meet Corrado and his wife and three children, sometimes even joining them on holidays. With his daughter Ariela we prepared magic tricks to entertain the family. But the real magician was Corrado, who was always playfully thinking about lambda terms and notably combinators, stating many open problems ... up to the age of 90. To give an example of the magic, Böhm described in his 1951 thesis a meta-circular compiler C that could translate a higher programming language L to machine code, while C was written in that same language L. So C could compile itself. This gave rise to the famous bootstrapping*) (from which the verb 'to boot', i.e. starting a computer, was derived). For lambda calculus such a meta-circular evaluator was already described by S.C. Kleene, as a very complex term. One of the most aesthetic results of Corrado, with collaborators Guerrini and Piperno, consists of finding a code for lambda terms, such that the decoding was done by the simple evaluating term E=<>. The founders of combinatory logic, Schönfinkel and Curry, would have loved it. And even more , being his full name! Back to the present. As is clear from the description, a person like Corrado continues to live in our memories: as a father, a charming host or as a magician with terms. But in these days after his passing away there is sadness in the minds of us who feel fortunate to have known him.
    =-=-=-=
    *) 'Bootstrapping' appears to have originated in the early 19th century United States particularly in the phrase ""pull oneself over a fence by one's bootstraps"", to mean an absurdly impossible action. A similar impossible phenomenon occurs in the 1785 book ""Baron Munchhausens Narrative of His Marvelous Travels and Campaigns in Russia,"" by R. E. Raspe, in which the hero pulls himself (and his horse) out of a swamp by his hair. This man also has as nickname the 'Baron of lies', because of the improbable and often outright impossible stories he tells. In the case of Corrado Böhm, his improbable results are true and part of the magic foundation of computer science that is changing the world right now."
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  • Benedetto Intrigila

    DEDIZIONE ALLA SCIENZA. Pensando a Corrado la prima cosa che mi viene in mente è la sua dedizione alla scienza.
    Sono sempre stato colpito dalla sua capacità di lavorare su problemi scientifici anche in situazioni che mi sembravano del tutto sfavorevoli.
    Ricordo una sua telefonata proprio il giorno dopo l'invasione dell'Iraq, durante la prima guerra del Golfo. In Italia si era diffuso un certo allarme e molte persone facevano scorta di cibo.
    Viceversa nella telefonata Corrado dedicò solo poche parole alla guerra, dicendo che non era il caso di farsi dominare dalla paura, e continuò affrontando un argomento di ricerca che in quel momento lo interessava particolarmente. Rimasi stupefatto.

    SAGGEZZA. Da Corrado arrivavano non solo lezioni scientifiche.
    Ricordo che una volta uscimmo insieme dal suo studio di via Salaria. Dovevo comprare dei cacciaviti e Corrado mi volle accompagnare. Andammo in un primo ferramenta e io non comprai nulla, lamentandomi del prezzo. La scena si ripeté in un secondo ferramenta e subito dopo ci separammo.
    Ero appena tornato a casa quando ricevetti una sua telefonata. "Ti ho regalato io i cacciaviti" mi disse "domani puoi venirli a prendere allo studio".
    Caro Corrado ti devo purtroppo comunicare che questa lezione non l'ho ancora assimilata bene ...

    PERSONE STRORDINARIE. Pensando a Corrado mi vengono in mente altre due persone a lui strettamente legate:
    Wolf Gross e Giuseppe Jacopini.
    Mi è capitato di parlare con ognuno di loro tre di uno stesso problema. Era affascinante vederli affrontare, ognuno con la propria angolazione ma sempre in modo brillante, lo stesso tema. Mi rimarrà sempre il ricordo di queste persone straordinarie.


  • Viviana Bono

    An inspiration, a gentleman.


  • Jan Willem Klop

    Corrado was present since the beginning of my acquaintance with the mother of all calculi, the lambda calculus. In 1975 Henk Barendregt introduced me to this miraculous lambda calculus world, in our research seminar preparing for and prior to Henk's famous book. New terminology was developed, and Henk coined the Dutch phrase Böhm Boom, elsewhere forever known as Böhm Tree. In 1978 in the lambda calculus Ecole de Printemps in La Chatre, France, I took a picture of Corrado and Henk standing and conversing about lambda calculus, under a giant sequoia, a veritable Böhm Boom. Just as we met Corrado numerous times, Böhm Trees (BT's) stayed with us throughout life and work. They turned out to be the paradigm that generated the two other canonical tree semantics of lambda calculus, next to the LLT's and BeT's. Corrado was also an inspiration through his enthousiasm, his gentleness, his curiosity. His life and his work will remain with us as shining examples. Böhm Trees will be here forever.


  • Mario Coppo

    I met Corrado just a few months before he left Torin for Rome, but I always saw in him a safe guide and a very nice person


  • Maddalena Zacchi

    Corrado è una delle persone che ha influito maggiormente sulla mia vita privata e professionale. A ventitré anni ho seguito il “Professore” quando fu chiamato a dirigere ed organizzare il Corso di Laurea in Scienza dell’Informazione a Torino, città nella quale ho conosciuto mio marito e ho costruito tutta la mia vita. A Torino Corrado, nonostante il periodo relativamente breve della sua permanenza, è riuscito con entusiasmo, competenza e carisma, a costituire un team di persone, che ha proseguito il filone di ricerca da lui iniziato e che sono per me diventate ben più che semplici colleghi. Gli sono molto riconoscente.


  • Ines Margaria

    Ricordo con affetto la sua gentilezza, la sua passione per la ricerca, la sua curiosita' e la sua grande fantasia. Grazie professore!